Il sistema anti-errore RI Witness è sul mercato dal 2007. Eppure, nonostante le oltre trecento installazioni in laboratori di procreazione medicalmente assistita nel mondo, in Italia non è obbligatorio. A Milano, risulta che ad averlo sono soltanto quattro centri: Mangiagalli, San Paolo, Igea e la clinica La Madonnina. Non il San Raffaele dunque, dove lo scorso 23 luglio è stato impiantato ad una donna un embrione crioconservato che era destinato a un’altra coppia. Per questo gli ispettori di Ats e Centro nazionale trapianti, che hanno eseguito un sopralluogo nella struttura, individuando una “catena di errori” e di criticità organizzative e strutturali, hanno chiesto di rafforzare i sistemi di sicurezza nei centri di pma. Nel frattempo, lo scambio di embrioni del San Raffaele è stato commentato anche dall’Ordine dei Biologi della Lombardia. In una nota, scrive che non bisogna rischiare di individuare in “modo affrettato il fattore umano come causa unica ed esclusiva dell’errore, a fronte di una procedura che richiede controlli standardizzati e rigorosi lungo l’intera filiera organizzativa”. Come a dire: non ha sbagliato solo la biologa che lesse la riga sbagliata al computer, come sostenuto dalla direzione del centro.