VENEZIA - Truffe e furti nelle strutture e poi, a cascata, le recensioni ingiustamente negative che spaventano i futuri clienti. Locazioni turistiche, bed and breakfast, case vacanza, alloggi e guest house rappresentati tutti dall'associazione Abbav di Venezia subiscono le conseguenze della piccola criminalità che non arretra mai il passo, né in città, né in provincia.
Dopo tutti i lunghi iter burocratici per essere sempre al passo con le esigenti normative aggiornate pochi mesi fa per le locazioni turistiche gli "host" denunciano i numerosi casi in cui sono diventati vittime di furti, di borseggi e di truffe. Raggiri tanto ben organizzati dai criminali che lasciano senza parole i gestori degli alloggi. E in questo specifico ambito l'amaro in bocca rimane un po' a tutti: oltre ai casi in cui a fare le spese delle attività criminali sono i lavoratori, in altre occasioni a venir raggirati sono direttamente i turisti che affollano le calli veneziane, vittime di truffatori che si spacciano per ospitanti, fuggendo con caparre o affitti al completo.
La casistica è ampia. In primis, furti e borseggi alla clientela. «Sul fronte ladri mi sembra che ci sia stata un'escalation. E soprattutto non è più solo un problema di strada: entrano dentro le strutture spiega un associato di Abbav Un paio di mesi fa, in centro storico, due borseggiatrici sono entrate seguendo dei clienti e li hanno derubati di una borsa mentre erano al banco per il check-in A questo si aggiunge il quotidiano: ospiti che rientrano derubati di portafogli e documenti praticamente ogni due giorni. Oggi (ieri, ndr) una ladra è entrata salutando in reception come fosse un'ospite. Ha girato per l'hotel il tempo necessario a capire che non fosse una cliente e poi è uscita continua l'albergatore Il danno per noi non è solo il singolo episodio, è reputazionale: recensioni che citano il furto, ospiti che non tornano. I clienti rientrano ovviamente arrabbiati, e da lì in poi è tutto in salita. Difficilmente apprezzano il soggiorno e alla fine lasciano recensioni negative che ricadono su di noi», conclude. Ma non è l'unico caso. «Gli associati raccontano di truffe molto ben architettate. In alcuni casi è capitato che i clienti truffaldini chiedessero dei soldi per uscire di casa spiegano dall'associazione Abbav In altri, invece, che finti clienti provassero a subaffittare gli appartamenti. In quel caso, era andata così: il finto cliente paga online per l'alloggio e chiede di entrare prima dell'orario del check-in. In qualche ora organizza le visite dei (suoi) clienti come se la casa fosse sua. Raccoglie le caparre e poi sparisce». Allo stesso modo, in molti casi le vittime sono anche i clienti: non sono rari i casi di finti albergatori che attirano i turisti con finti annunci. Quando vengono versati i soldi dell'affitto o della caparra l'annuncio sparisce e il raggiro è stato messo a segno.









