VENEZIA - A Venezia sono a rischio chiusura circa 150 strutture nel ramo ricettivo extra alberghiero. L’allarme è dato dall’associazione di categoria regionale Abbav, che fa sapere che nel caso in cui la nuova Finanziaria, in discussione in Parlamento, sia approvata con l’impianto attuale, ci sarà più di qualche problema. Il tutto ruota attorno all’obbligo di adottare la partita Iva per le persone che hanno più di tre appartamenti, fa sapere la presidente Ondina Giacomin. E a Venezia, non poter contare sul codice fiscale, significa doversi dotare necessariamente di fosse settiche, un fattore non sempre applicabile anche per chi ha già un’attività in essere.

In totale, sebbene per l’associazione sia difficile avere una statistica precisa su quanti abbiano più di tre appartamenti in gestione con un codice fiscale, si stima che si possa trattare di un 2-3 per cento sul totale dell’extra alberghiero. E così, considerando una cifra tra 6.500 e 7mila strutture tra Venezia e isole, si arriva a 150 casi. Il problema è che poco importa che si tratti di strutture già aperte o meno, perché la legge impone l’adeguamento e, nel caso ciò non fosse possibile, si arriverebbe a una chiusura. Una scure che preoccupa l’associazione non poco.