PADOVA - Il Comune contesta una raffica di abusi edilizi, ad un serie di alloggi turistici in via Jappelli. In città il business degli affitti brevi fa gola a molti, ma non tutti sono disponibili a rispettare le regole. Emblematico è il caso che è emerso a fine aprile, in via Jappelli, dove due appartamenti e un negozio sono stati trasformati in 24 unità abitative, di cui 21 destinate ad attività ricettive Airbnb.

Una circostanza che ha fatto scendere sul piede di guerra alcuni residenti del palazzo e, a quanto pare, anche l'amministrazione comunale che ha provveduto a fare un sopralluogo da cui sono emerse parecchie irregolarità. Gli appartamenti in questione si trovano uno al 2° e l’altro al 4° piano del condominio. Lunghissima la lista delle contestazioni contenute dal verbale stilato dalla polizia locale. Per quel che riguarda il primo alloggio si legge: «I lavori in corso riscontrati, in particolare la demolizione di muri, la realizzazione di strutture di sostegno di muri in cartongesso, l’apertura di varchi e porte, la chiusura di porte e la realizzazione di nuovi tubi di scarico, non sono opere realizzabili in edilizia libera, ma necessitano della presentazione di idoneo titolo edilizio». Insomma, gli interventi avevano bisogno di un'autorizzazione diversa da quella ottenuta. «Per quanto concerne gli scarichi - si legge ancora - AcegasApsAmga, ha comunicato che il fabbricato non dispone di autorizzazione allo scarico e, pertanto, contestualmente alla presente pratica è stata inviata all’amministratore del condominio Jappelli una diffida alla presentazione di autorizzazione allo scarico».