La fronda interna alla Lega contro Matteo Salvini non si ferma alla Lombardia e comincia a farsi sentire anche in Piemonte e Veneto. Il malcontento attraversa ormai diverse aree del Nord e riguarda la linea politica del partito, la gestione della leadership e soprattutto la scelta di spostare sempre più a destra il Carroccio.

In Piemonte il dissenso resta però più prudente. Al direttivo regionale di un mese fa, racconta Repubblica, Massimo Giordano, segretario provinciale della Lega a Novara, ha invitato il segretario regionale Riccardo Molinari a chiedere a Salvini «un cambio di rotta» e a tornare a «una Lega nordista». La richiesta, riferisce Giordano, è anche quella di un «passo di lato» del leader, così da lasciare ad altri la gestione del partito e concentrarsi maggiormente sul governo.

Molinari, però, non sembra intenzionato a guidare una rottura. Il segretario piemontese è considerato vicino alle posizioni di chi chiede un ritorno alle origini nordiste della Lega, ma ha sempre evitato di sfidare apertamente Salvini, di cui è stato a lungo un collaboratore. Il suo atteggiamento sarebbe legato anche alla consapevolezza che, allo stato attuale, rovesciare il segretario dall’interno è molto difficile: lo Statuto, la composizione del Consiglio federale e lo stesso nome “Lega per Salvini Premier” rendono complicata una sfida diretta.