di
Cesare Zapperi
Pontida ora diventa un test. Sardone: «L'autonomia differenziata non interessa alla gente». L'ira di Calderoli
Forse mai come nel direttivo lombardo di venerdì scorso Matteo Salvini si è sentito ripetere, con toni e parole diverse, l’invito a passare la mano. È il segno di settimane, se non di mesi, difficili per la Lega, in calo di consensi e alla ricerca di nuovi spazi politici a fronte dell’arrembante ascesa di Futuro nazionale dell’ex vicesegretario Roberto Vannacci. Sullo sfondo, sempre più vicino, un raduno di Pontida che questa volta rischia di trasformarsi in un crocevia decisivo per le sorti del partito.
Salvini aveva inusualmente convocato il direttivo lombardo proprio per cercare un chiarimento con i malpancisti e per ripartire, proprio dal sacro suolo bergamasco con «una squadra rinnovata» come da suo annuncio, alla conquista di quella doppia cifra che considera ancora alla portata di mano. Ma l’esito della riunione non è stato proprio in linea con gli auspici.














