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Claudio Bozza

Il segretario Salvini ha in mano loghi e simboli, registrati un anno fa. Crollano di cinque volte i finanziamenti al partito da parte delle imprese

Salvini, per la prima volta il partito del vostro ex Vannacci vi ha superato nei sondaggi di YouTrend. Che Pontida sta organizzando per rilanciare la Lega? «Non rispondo, queste sono solo fantasie. Poi i conti li faremo in cabina elettorale», risponde il leader al gazebo di San Babila, madido per i 40 gradi alle «primarie» per la scelta del candidato sindaco di Milano. Ma il problema, per Salvini, è che queste non sono «fantasie», bensì numeri. E anche se i sondaggi a volte non ci azzeccano, la tendenza dei consensi della Lega è in caduta costante. Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga, rispettivamente governatori di Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, assieme al campione di preferenze Luca Zaia, «doge» leghista del Veneto, sono sempre più preoccupati.

Sul calendario c’è un doppio cerchio rosso sul 20 settembre. Perché la resa dei conti potrebbe arrivare proprio nel pratone di Pontida, storico appuntamento leghista. «Senza una scossa finiamo al 3%», è il ragionamento. Ancora nessuno di loro ha però chiesto esplicitamente un passo indietro del «capo». Dietro questo attendismo non c’è solo la volontà di evitare azzardi politici, ma una questione meramente pratica, che rende molto complesso il cambio di leader con un «putsch». Salvini — nel gennaio 2025, poco prima del congresso dell’aprile successivo che lo riconfermò segretario per acclamazione — ha infatti registrato a suo nome tutti i simboli e loghi leghisti, compreso quello con Alberto da Giussano. Insomma: legalmente la Lega è di «sua proprietà» e chi vorrà sfidarlo dovrà trovare un accordo con lui. Che proprio sabato scorso ha lanciato un monito: «Il segretario sono io e il mio mandato dura ancora 3 anni». Una prospettiva, specie con Futuro nazionale in costante ascesa, che oltre ai preoccupare i governatori «nordisti» sta innescando proteste a ripetizione anche nel popolo leghista, con striscioni di questo tenore: «Salvini grazie. Ma Zaia segretario ora». La bocca dell’ex governatore del Veneto resta, per ora, cucita. Il primo confronto della «cabina di regia» è fissato per oggi, con Salvini e una decina di big, però sarà solo una riunione online. Ma i conti, nei partiti, si regolano di persona.