Si è concluso con un altro nulla di fatto l’incontro di martedì a Roma, nella sede del Ministero, sul futuro del gruppo Bcs. "Non sono arrivati dalla dirigenza aziendale né un piano industriale né le risposte che noi e il ministero ci aspettavamo", hanno commentato i rappresentanti sindacali dei lavoratori dell’azienda, che ha sedi in Lombardia oltre che a Luzzara. Si è quindi deciso di dare ulteriore tempo alla proprietà per prospettare soluzioni e riaggiornare il tavolo a fine mese o a inizio settembre. La data la deciderà il Ministero dopo un confronto con l’azienda. Per i sindacato la proprietà dovrebbe prendere in seria considerazione l’ipotesi dell’amministrazione straordinaria, che permetterebbe al gruppo Fulchir e agli altri soggetti interessati di presentare proposte concrete, "capaci di mettere al centro – dicono i sindcati – la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva dei siti aziendali in Lombardia e a Luzzara".

A presentare una proposta di acquisizione dell’azienda è stato il gruppo Fulchir, prevedendo però il mantenimento di 200 posti (sui 430 totali) e ipotizzando un eventuale reintegro del restante personale entro cinque anni, senza però fornire precise garanzie. Nessuna certezza neppure sugli investimenti: nelle slide presentate in un breve video illustrativo, infatti, gli investimenti sono risultati subordinati all’approvazione del piano concordatario, lo stesso già vagliato e respinto dal Tribunale di Milano. Irrisolto anche il tema della ripartenza produttiva a settembre, soprattutto senza immissione immediata di liquidità per la continuità dell’attività. Di fronte alle criticità emerse nel confronto, il gruppo Fulchir alla fine ha deciso di ritirare la proposta. Nelle prossime settimana si avranno altri incontri.