La delegazione sindacale e i consulenti della Bcs si sono incontrati ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare la crisi finanziaria che sta mettendo a rischio la produzione e i 500 posti di lavoro, nei tre stabilimenti di Abbiategrasso, Cusago e Suzzara. "È stato un incontro positivo in cui sono state poste le basi del rilancio dell’azienda, visto che direttamente il Ministero ha già ricevuto delle disponibilità per favorire la ripresa economica. Il primo obiettivo è ora quello di ottenere dal Tribunale di Milano una proroga di 60 giorni della procedura di concordato in atto" ha commentato Antonio Del Duca, segretario della Fiom Ticino Olona.
Il ministro Adolfo Urso ha ribadito al termine del tavolo che "Bcs non va soltanto salvata, ma rilanciata". "Da parte del Mimit - ha assicurato lo stesso ministro - c’è la piena disponibilità a confrontarsi con tutti i soggetti interessati e a mettere a disposizione ogni strumento utile per sostenere il processo di risanamento e favorire una nuova fase di sviluppo industriale dell’azienda".
Nel corso dell’incontro, ha cui ha partecipato anche Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, il Mimit ha confermato la massima attenzione sul percorso di risanamento avviato, con l’obiettivo di salvaguardare patrimonio industriale, know how produttivo e livelli occupazionali del Gruppo. L’azienda ha comunicato che sono già emerse diverse manifestazioni di interesse, a conferma del valore strategico dell’impresa e delle prospettive di continuità produttiva e sviluppo. Il Ministero continuerà a seguire con costante impegno l’evoluzione della vicenda, accompagnando il percorso di risanamento a tutela dell’occupazione e della continuità produttiva.








