Si apre uno spiraglio per il rilancio di BCS, al centro di una delicata vertenza industriale che continua a preoccupare lavoratori e territorio. Dal confronto sono emersi però alcuni primi passi avanti che lasciano intravedere prospettive positive per il futuro dell’azienda. Le sigle sindacali hanno ribadito con forza che l’obiettivo non può limitarsi al semplice salvataggio della società, ma deve puntare al rilancio di una storica realtà industriale, considerata un simbolo del Made in Italy e un punto di riferimento del settore. Una posizione che, secondo quanto emerso dal tavolo, ha trovato piena condivisione da parte delle istituzioni presenti, a partire dai rappresentanti del Ministero, che hanno confermato la particolare attenzione riservata alla vicenda BCS. Tra gli elementi più rilevanti emersi vi sono alcune novità legate alle manifestazioni di interesse nei confronti del gruppo. Il Ministero avrebbe confermato di aver già ricevuto alcune prime manifestazioni di interesse da parte di soggetti interessati al futuro dell’azienda. Le organizzazioni sindacali hanno insistito sulla necessità che il confronto continui all’interno del tavolo istituzionale. La prossima data chiave sarà il 5 giugno, giorno entro il quale è attesa una risposta formale da parte dell’azienda. "Nel nostro paese – dichiara Emanuela Morosi della Fiom di Milano – BCS ha tre stabilimenti, uno dei quali, la BCS divisione Mosa a Cusago, ha 120 dipendenti. È grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori se si sono aperti spiragli per una soluzione positiva della vertenza". Mas.Sag.