Sono già emerse "diverse manifestazioni di interesse" per superare la crisi aziendale di Bcs, azienda con 500 dipendenti tra Abbiategrasso e Cusago, in provincia di Milano, e di Luzzara, in provincia di Reggio, attiva nella produzione di macchinari agricoli, specializzata in trattori a trazione manuale, guidati a mano "che ha continuato a fare investimenti attraverso il proprio centro di ricerca", ha ricordato il deputato dem Vinicio Peluffo alla Camera e a cui ha risposto la sottosegretaria per le Imprese e il made in Italy, Mara Bizzotto dopo il tavolo del 27 maggio scorso al Mimit. Il Ministro Adolfo Urso, ha confermato Bizzotto a Peluffo "ha sottolineato come la BCS non vada soltanto salvata, ma rilanciata" e da parte del Ministero "vi è la piena disponibilità a confrontarsi con tutti i soggetti interessati e a mettere a disposizione ogni strumento utile per sostenere il processo di risanamento e favorire una nuova fase di sviluppo industriale dell’azienda".
L’obiettivo resta quello "di salvaguardare patrimonio industriale, know-how produttivo e livelli occupazionali". Un nuovo incontro su Bcs, ha reso noto Bizzotto, è stato programmato per il 30 giugno prossimo. Peluffo in replica ha sottolineato come Bcs, indotto compreso, dia lavoro a 1.500 persone e che la crisi "in ragione di scelte manageriali sbagliate" è una crisi di "carattere finanziario. La richiesta che facciamo al governo è di vigilare perché nella riunione del prossimo tavolo si mantenga ferma la direzione di marcia di tutelare questa azienda nella sua unitarietà e nella sua dimensione occupazionale", ha concluso Peluffo.







