Ancora una fumata nera per la vicenda Bcs, il gruppo industriale con sedi a Luzzara, Abbiategrasso e Cusago, che attende di conoscere il suo destino, dopo l’annuncio informale dell’interessamento di un acquirente. Alla sede ministeriale, a Roma, si è svolto un incontro tra le parti, che però non ha fornito le risposte attese dai circa cinquecento dipendenti e dai loro rappresentanti sindacali. L’azienda avrebbe confermato la possibile presenza di un acquirente, senza tuttavia comunicarne il nome né presentare il piano industriale destinato a sostenere il rilancio del gruppo.
Il Ministero ha quindi fissato un nuovo incontro per l’11 agosto, entro cui la proprietà dovrà dimostrare la disponibilità dei capitali necessari e illustrare un progetto capace di garantire la ripresa produttiva e occupazionale. Una manifestazione di interesse può aprire una trattativa, ma non costituisce ancora un sicuro salvataggio. Occorrono capitali verificabili, un perimetro industriale definito, investimenti e garanzie sulla continuità dei siti produttivi. Nel corso dell’incontro, il Ministero avrebbe rivolto una critica ai vertici aziendali, sottolineando che il tavolo istituzionale non può essere utilizzato per discutere solo della tutela della proprietà, ma deve dare risposte sul futuro dell’impresa, su livelli occupazionali e solidità del piano di risanamento. Sono stati concessi altri sette giorni, ma la nuova scadenza viene descritta come non ulteriormente rinviabile.







