Finora abbiamo provato a raccontare come alcune città Europee affrontano o si preparano ad affrontare le future ondate di calore: Parigi, Barcellona, Vienna, Siviglia, Copenaghen, Madrid. Ora, però, proviamo a raccontare chi non ha a che fare con le “fiammate” di un anticiclone, ma è costretto a convivere con un caldo che a volte può diventare esasperante. E quella che per loro è una normalità, per noi potrebbe diventare qualcosa di invivibile. Ora: provate a chiudere gli occhi e immaginare di svegliarvi in piena notte e guardare il termometro in casa e la temperatura che segna 40 gradi costanti. Il condizionatore che non c’è, l’aria che fuori è irrespirabile. E ora provate a immaginare che quella condizione non è eccezionale, ma rappresenta la normalità. A Bassora, città dell’Iraq a quasi 5 mila chilometri a Sud rispetto a Torino, il giorno comincia prima del sole. Non perché la città abbia fretta, ma perché dopo mezzogiorno uscire può diventare un rischio. I negozianti anticipano le commissioni, chi lavora all’aperto cerca di concentrare tutto nelle prime ore, le strade rallentano e la vita si sposta verso la sera. Quando arriva luglio il termometro può superare i 50 gradi. Nel 2025 l’area di Bassora ha raggiunto 53,8 gradi; Reuters ricorda un picco di 53,9, fra le temperature più elevate registrate in una grande città abitata. È difficile persino definire questo caldo con le categorie europee A Torino 40 gradi rappresenterebbero un’emergenza eccezionale. A Bassora possono essere soltanto l’inizio della giornata peggiore. La città sorge nell’estremo sud dell’Iraq, non lontano dal Golfo Persico, lungo lo Shatt al-Arab, dove confluiscono Tigri ed Eufrate. Qui il problema non è soltanto la temperatura dell’aria. È la combinazione fra caldo, umidità, siccità, salinità dell’acqua e un sistema elettrico che proprio quando servirebbe di più rischia di cedere. Nel 2025 un’ondata di calore che spinse la temperatura fino a 53,8 gradi coincise con un collasso della rete elettrica nazionale. La Croce Rossa europea, in quell’occasione, parlò di vittime, blackout e servizi essenziali messi sotto pressione. L’Iraqi Red Crescent dovette portare acqua nelle aree più colpite e ripristinare sistemi idrici in ospedali, scuole e comunità rurali. È qui che si capisce cosa significhi davvero “combattere il caldo”. Non costruire una Cool Street come Vienna o un superblocco come Barcellona. A Bassora la prima misura di adattamento è riuscire ad avere elettricità e acqua. Quando manca corrente il condizionatore salta L’aria condizionata è una macchina di sopravvivenza. Ma per funzionare deve esserci corrente. E l’Iraq arriva alle ondate di calore con una rete già estremamente fragile: secondo l’Agenzia internazionale dell’energia le perdite di trasmissione raggiungono il 50-60 per cento, mentre la crescita delle temperature aumenta continuamente la domanda di climatizzazione e refrigerazione. Fra il 2000 e il 2023 il Paese si è riscaldato di 0,48 gradi per decennio, più della media mondiale. È una spirale Più fa caldo, più servono condizionatori. Più condizionatori vengono accesi, più aumenta la domanda di elettricità. Più la rete viene stressata, maggiore diventa il rischio di blackout. E quando la corrente scompare a 50 gradi, una casa smette rapidamente di essere un rifugio. Per questo in Iraq le ondate di calore arrivano persino a modificare gli orari della pubblica amministrazione. Negli ultimi anni le autorità hanno più volte ridotto l’orario degli uffici o sospeso il lavoro quando le temperature hanno oltrepassato i 50 gradi. La vita si adatta spostandosi ai margini della giornata: prima mattina e sera diventano le ore nelle quali recuperare ciò che il sole impedisce di fare nel pomeriggio. Uno studio pubblicato nel 2026 sulle abitudini urbane nelle città calde conferma proprio questo comportamento: nei centri desertici l’attività diminuisce nelle ore centrali e si sposta verso la sera. Ma gli stessi ricercatori avvertono che anche questa forma di adattamento ha un limite: se le notti continuano a scaldarsi, scompare perfino quella finestra di sollievo. Crisi perché manca acqua
Bassora, vivere a 54 gradi: come si sopravvive nella città dove il caldo può diventare invivibile
Nel 2025 l’area attorno alla città irachena ha raggiunto 53,8 gradi. Qui l’emergenza non sono solo le alte temperature, ma la scarsità d’acqua. L’Europa tenta …








