Prima ancora che l’estate iniziasse, l’Europa si è trovata a difendersi dalla prima ondata di calore dell’anno. Spagna, Francia e Regno Unito hanno fatto segnare temperature mai viste prima per la fine di maggio: quasi 35°C ai Kew Garden di Londra, più di 37°C in Aquitania, oltre 40°C nella penisola iberica. Si trattava però solo di un’anticipazione di quella che sarebbe venuta poco più di due settimane dopo.
Per quasi tutta la seconda metà di giugno sull’Europa occidentale è sostata una cappa di aria calda nordafricana, trattenuta da condizioni di alta pressione, che in alcune aree ha spinto la colonnina di mercurio fino 12°C al di sopra delle medie stagionali.
Di cosa parliamo in questo articolo:La causa: il cambiamento climaticoC’entra El Niño?Le persone vulnerabili e la questione dell’aria condizionataCome adattare le nostre città alle ondate di caloreI rifugi climaticiI servizi di assistenzaIl verde urbano e l'ombreggiamentoPerché è importante ripensare le nostre città nell’era del riscaldamento globale
La causa: il cambiamento climatico
Secondo un’analisi dell’associazione di ricercatori World Weather Attribution (WWA), queste temperature sarebbero state virtualmente impossibili in un pianeta non surriscaldato dalle elevate concentrazioni di gas serra in atmosfera. La responsabilità di quest’ondata di calore estremo va attribuita al cambiamento climatico di origine antropica, alimentato in larga parte dalla combustione di petrolio, gas e carbone.










