In soli tre giorni in Francia ci sono stati duecento nuovi record di temperature elevate mai registrate prima a maggio. Quasi 36 gradi, ieri, sono stati rilevati nella valle della Loira: il problema è che è solo l’inizio. In Spagna, nel sud, si è arrivati a 38 gradi, in Germania a Ratisbona a 33,2 gradi, nel Regno Unito a Kew Gardens a oltre trentadue (fra i dati più alti degli ultimi 80 anni a maggio) e picchi sono stati registrati nelle aree degli aeroporti di Londra e Dublino.
La cupola di calore che sta interessando l'Europa centrale funziona come un coperchio sulla pentola: intrappola l'aria calda a tutti i livelli sottostanti, con strati che scendono verso il suolo. La massa d'aria diventa dunque anormalmente calda alle quote più basse ed estremamente calda vicino alla superficie. Per la permanenza dell'anticiclone e l’aria calda in arrivo dall’Africa occidentale, a quasi un mese dall’inizio dell’estate si sta dunque già avendo un forte impatto su territori, coltivazioni, risorse idriche e anche vite umane. Il tutto in un anno, il 2026, dove il fenomeno naturale di El Niño è già in formazione, dato che i modelli mostrano il surriscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale e che, con ogni probabilità, nei prossimi mesi raggiungerà la sua forma più intensa (il super El Niño) con ripercussioni in tutto il mondo, soprattutto in termini di ondate di calore.










