Da Parigi, che si prepara alla città dei 50 gradi, a Barcellona e ai superblocchi, da Vienna con le Cool Streets a Siviglia e ai qanat, fino a Copenaghen città-spugna, Madrid con la sua foresta metropolitana e Piatra Neamț con il corridoio climatico intelligente. Il nostro viaggio nell’Europa che prova ad adattarsi al caldo estremo arriva ora ad Atene, dopo essere passato anche da Bassora, dove vivere vicino ai 54 gradi significa fare i conti con acqua, elettricità e sopravvivenza quotidiana. Città diversissime, unite dalla stessa domanda: come si continua a vivere quando il clima per cui sono state costruite non esiste più? Ad Atene, quando arriva il caldo vero, perfino l’Acropoli può chiudere. È successo ancora nel luglio 2025: temperature oltre i 40 gradi, accessi sospesi nelle ore centrali, turisti costretti a cercare ombra e acqua, lavori all’aperto limitati per muratori, rider e operai. Il Partenone, costruito per resistere ai secoli, deve oggi fare i conti anche con le ondate di calore. Reuters raccontava una capitale arrivata a 38 gradi mentre in altre aree della Grecia il termometro saliva a 41. Ma il punto è proprio questo: ad Atene il caldo non è più soltanto un fatto meteorologico. È diventato un problema di governo della città. Per questo nel 2021 la capitale greca è stata la prima città europea a nominare una Chief Heat Officer, una responsabile specificamente incaricata di coordinare la risposta al caldo estremo. Insomma, una “ministra” ad hoc per affrontare l’emergenza caldo. La prima fu Eleni Myrivili, poi diventata Global Chief Heat Officer di UN-Habitat. Oggi il ruolo è ricoperto da Elissavet Bargianni. Era una scelta quasi simbolica. Il caldo aveva finalmente un responsabile. Myrivili lo disse con parole nette quando lasciò Atene per il nuovo incarico alle Nazioni Unite: «Dobbiamo agire radicalmente e dobbiamo agire ieri». Perché Atene parte da una condizione difficile. È una città densissima, costruita in gran parte con cemento e asfalto, chiusa fra colline che limitano la ventilazione e con quartieri nei quali il verde è scarso. Il calore assorbito durante il giorno viene restituito lentamente durante la notte: è l’isola di calore urbana, che rende particolarmente pericolose le notti tropicali e riduce la possibilità per l’organismo di recuperare.
Atene, la città che studia il caldo e sfida i 45 gradi: alberi, rifugi, oasi e una “ministra” ad hoc
La capitale greca tratta le ondate di calore come un’emergenza strutturale: mappa i quartieri più vulnerabili, apre spazi climatizzati, pianta alberi e ha crea…






