Ferrara, 13 agosto 2026 – “Siamo andati giù, fino a meno 7,05. E’ un po’ piovuto al nord, il Grande Fiume si è risvegliato. Ma è stato un breve risveglio. Siamo tornati a scendere, in picchiata”.
Dalla sua barca, una barchetta a fondo piatto che riesce a svicolare tra le secche, un occhio a quelle barriere da sassi affiorati, Stefano Sivieri, che ha compiuto gli anni – 69 anni –, proprio nel giorno più caldo di questa siccità che non vuole finire, guarda il suo fiume, la lenta agonia. “Beh. Nella mia vita ho visto anche di peggio, siamo andati anche a meno 7,20. Nel passato, è successo anche questo”, racconta il socio della Canottieri, le barche attraccate agli ormeggi, lungo il pontile.
Il Po sprofondato oltre la quota di meno 7,50
“Sì, il peggio deve ancora venire”, dice, poco lontano dalla ’zattera’ di Hera, la struttura galleggiante che se le cose non dovessero andare per il verso giusto – il Po sprofondato oltre la quota di meno 7,50 – scatterà per portare l’acqua nelle case, migliaia di famiglie, quasi tutta la provincia. Sono emersi pezzi di una barca, a filmarla Andrea Poggioli, pescatore per passione, anche lui innamorato del Po, le giornate, all’alba al tramonto a pesca, caccia ai siluri. Poi, la prua puntata verso il mare, con gruppi di amici, anziani alla scoperta del mare, laggiù in fondo, alla foce. Stefano Sivieri, socio dei canottieri, mostra il gigante insaccato tra le rive









