I grandi costruttori tradizionali sono nel pieno di una situazione non certo facile per lo stato di salute delle loro finanze. A dimostrarlo è un'analisi condotta dal Center of Automotive Management di Bergisch Gladbach, nel land tedesco della Nordreno-Vestfalia, che ha esaminato l'andamento di fatturato e utile operativo dei quindici produttori globali nei primi sei mesi dell'anno.
Il rapporto AutomotivePerformance del centro guidato da Stefan Bratzel è un chiaro campanello d'allarme per l'intera industria europea, americana e giapponese, perché evidenzia un forte calo della redditività nonostante un fatturato sostanzialmente stabile. "Il divario tra l'andamento dei ricavi e quello degli utili è il vero segnale d'allarme del primo semestre: se l'utile operativo cala dodici volte più rapidamente dei ricavi, il settore non perde quote di mercato, ma redditività, e questo è strategicamente più pericoloso", avverte Bratzel.
L'andamento del fatturato semestrale dei 15 gruppi oggetto della ricerca del Cam
In particolare, il fatturato totale è calato solo dell'1,4% rispetto al primo semestre del 2025, mentre l'utile operativo è peggiorato in modo più che proporzionale: l'Ebit (acronimo di Earnings Before Interest and Taxes, utili prima degli interessi e delle tasse, ndr) è infatti diminuito del 17,5% a 35,6 miliardi e il relativo margine è sceso dal 3,5% al 3,3%. "Ciò dimostra che non è tanto l'entità del fatturato a essere sotto pressione, quanto piuttosto la capacità di convertire il fatturato in utile operativo", sottolinea il centro studi tedesco.








