La crisi dell'industria automobilistica mondiale si misura non solo con il calo delle vendite quanto con la progressiva contrazione di profitti e margini.
Nel primo semestre del 2026 l'ebit complessivo di 15 grandi costruttori globali è sceso del 17,5% a 35,6 miliardi di euro, mentre i ricavi hanno registrato una flessione di appena l'1,4%.
La marginalità media è così diminuita ulteriormente dal 3,5% al 3,3%.È la fotografia dell'ultimo Automotive Performance Report del Center of Automotive Management (Cam), che evidenzia soprattutto il deterioramento della redditività per vettura: l'ebit medio per auto consegnata è passato da 1.409 a 1.187 euro, con una flessione del 16%.«La forbice tra andamento dei ricavi e dei risultati è il vero segnale d'allarme del primo semestre», avverte Stefan Bratzel, responsabile dello studio.
Se l'ebit scende molto più rapidamente del fatturato, secondo l'esperto, il problema per il settore non è tanto la perdita di mercato quanto l'erosione della capacità di generare profitti.Le differenze tra i costruttori rimangono però molto grandi.
In cima alla classifica c'è Mercedes-Benz, che genera un ebit di 4.122 euro per vettura, seguita da Bmw con 3.142 euro.






