È salito a un miliardo e mezzo il conto che Stellantis pagherà quest'anno in termini di ricavi per i dazi. Trecento soltanto nei primi sei mesi del 2025. Intanto nella prima semestrale il gruppo italo-francese annuncia ricavi netti per 74,3 miliardi di euro, in calo del 13 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024 e perdite nette a 2,3 miliardi di euro.

Questi risultati hanno fatto registrare al titolo una giornata contrastata in Borsa: in mattinata è arrivato a cedere fino al 4,5 per cento per i target poco dettagliati, è risalito fino all'1,7 dopo le parole del ceo Antonio Filosa agli analisti, per poi chiudere quasi verso la parità (+0,16).

Resta complicata la situazione per Stellantis. Non a caso Filosa ha sottolineato: «Il 2025 è stato e sarà un anno difficile, e questi risultati del primo semestre lo dimostrano chiaramente. Allo stesso tempo, stiamo facendo progressi nell'ondata di prodotti e iniziamo a vedere un miglioramento Precoce , ma incoraggiante». In questa direzione, il Ceo ieri ha sottolineato non pochi cambi di marcia rispetto alla gestione Tavares, che aveva molto accelerato sull’elettrificazione. Per esempio, guardando al rilancio delle motorizzazioni termiche ed ibride, ha aggiunto: «Nel corso dell'anno daremo il benvenuto ad alcuni modelli iconici con una varietà di propulsori Ice, Hev e Mhev, correggendo le decisioni che hanno escluso questi prodotti dalla nostra gamma per periodi significativi». Per poi aggiungere che «riportare in auge il motore Hemi V8 (su Ram, ndr) non è stata una decisione difficile, anzi, era ovvia» rispetto alle richieste del mercato soprattutto Usa.