A Padova, Federica Luni, imprenditrice dolciaria e presidente dei pubblici esercizi del territorio, osserva l'area esterna della sua pasticceria, deserta: sembra un contatore che gira a vuoto, senza sosta. “Lo paghiamo lo stesso, come anche l'occupazione del suolo pubblico, la tassa sui rifiuti relativa alla metratura, anche se da tre mesi non ci si siede nessuno”, dice. Dentro, l’aria condizionata corre 24 ore su 24 per salvare frigoriferi, impasti e prodotti che con il caldo si rovinano.

Il caldo estremo di questi mesi ha ribaltato la logica dei pubblici esercizi: i dehors, da risorsa, sono diventati un costo fisso che non genera più ricavi. L’ultima indagine di APPE Padova mostra un’estate da bollino nero per tutto il settore: quasi tre imprese su quattro (74,5%) sono in perdita, il calo di fatturato per un locale su quattro supera la soglia critica del -20% e un esercente su due ha subito blackout. Con temperature che rendono impossibile sedersi all’aperto, il 90% degli spazi esterni resta inutilizzato.

Intanto i costi continuano a salire. “L’anno scorso a luglio pagavo una bolletta elettrica di 2.200 euro, quest’anno 2.800”, racconta Luni. “Se va avanti così, i bar cominceranno ad essere attività stagionali”.