Roma, 8 agosto 2026 – La catastrofe climatica rischia di trasformarsi in una catastrofe anche in bolletta: già, perché le ondate di calore sempre più persistenti ci costringono, ormai, a tenere acceso il condizionatore a tempo pieno, facendo impennare i consumi di elettricità. Consumi che, va detto, non sono mai stati così alti: si stima che i 24 milioni di condizionatori attualmente censiti nel nostro Paese determinino un dispendio energetico pari a 15 milioni di kwh. Spinto dal picco della domanda, il prezzo all’ingrosso di 1 mwh ha così toccato, nei giorni scorsi, un picco di 207,84 euro per poi ritracciare oggi sotto i 185 euro. Per dare un’idea, il primo maggio era quotato a 82,6 euro. Risultato? Una bolletta certamente più salata delle precedenti.

Ma quanto costa davvero mantenere gli ambienti freschi durante un’estate torrida come quella che stiamo sperimentando quest’anno? E dobbiamo veramente attenderci una stangata memorabile? Lo abbiamo chiesto a Nicolandrea Calabrese, ingegnere e responsabile del laboratorio Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) dedicato all’efficienza energetica negli edifici e allo sviluppo urbano.