Case bollenti, quartieri senza ombra e bollette più pesanti: il caldo urbano non colpisce tutti allo stesso modo
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Il fresco costaLa mappa del caldoDentro le scuoleOmbra dove serve
Un condizionatore acceso sembra una cosa banale solo finché la bolletta la guardi distrattamente, magari con quella serenità di chi sa già che in qualche modo la pagherà. Per molte famiglie, invece, il fresco ha un costo preciso. Si misura in ore di aria accesa con il timer, in finestre spalancate quando fuori l’asfalto respira ancora calore, in ventilatori che girano aria tiepida e in camere da letto dove dormire diventa una trattativa con il proprio corpo.
Il caldo in città viene raccontato spesso come un fastidio collettivo, una specie di grande forno estivo dentro cui finiamo tutti. Però basta uscire dalla metafora per vedere la crepa. C’è chi ha una casa isolata, alberi davanti alle finestre, tende, elettrodomestici efficienti, soldi per raffrescare. E c’è chi vive in appartamenti esposti male, con infissi vecchi, tetti che accumulano calore, palazzi circondati da cemento e pochi euro da spostare tra spesa, affitto, farmaci ed energia.














