di
Ilaria Sacchettoni
Il legame stretto con il conduttore di Report. «Sono stanco, Valter». «Non te l’ho mai sentito dire. Sia chiaro che ogni attacco ti fa crescere Berlusconi ti avrebbe ceduto il suo posto»
Si confida con il faccendiere Valter Lavitola, Sigrido Ranucci. Si direbbe senza remore, e certamente su tanti argomenti, anche delicati. Stati d’animo — «sono stanco» — commenti sulla Rai — «sono falsi, li odio» — e così inevitabilmente, confidenza dopo confidenza, anche le vicende personali del conduttore di Report finiscono per entrare nel rapporto tra i due. Tanto che una donna vicinissima a Ranucci, spazientita per la mancanza di risposte, lo cerca sul telefono di Lavitola mentre quei due sono comodamente attovagliati al ristorante.
Fiducia in Lavitola«Sono stanco Valter» è lo sfogo (via WhatsApp) di Sigfrido Ranucci una sera. Di colpo ecco il salto di qualità affettivo, la conoscenza che si trasforma in legame amicale, in desiderio di comprensione. Ma di qua, dall’altro lato dello steccato emotivo, ci sono calcolo e ambizione. La risposta di Valter Lavitola arriva così, all’apparenza premurosa: «Per piacere tieni sotto controllo la tua salute. Non ti ho mai sentito dire che sei stanco. In ogni caso credo ti sia chiaro che ogni attacco che ti fanno serve a farti crescere ulteriormente. Cerca di cogliere, altrimenti rischi la salute». Lavitola, del resto, da tempo invia messaggi quasi adulatori a Ranucci, anche per convincerlo a candidarsi: «Berlusconi ti avrebbe fatto copresidente — gli scrive nel 2024 — allora ti avrebbe ceduto il posto».













