ROMA – Li ha contati: cento articoli usciti da una parte, una cinquantina di servizi televisivi dall’altra, «una character assassination mai vista qui in Italia».

Per questo, quando ieri Sigfrido Ranucci ha letto quelle parole nell’ordinanza di custodia che ha portato in carcere il suo amico Valter Lavitola, non ha potuto fare a meno di far notare alle persone che gli sono più vicine due cose: «A…