La Procura di Roma prosegue l’inchiesta sull’attentato dinamitardo del 16 ottobre 2025 ai danni di Sigfrido Ranucci, volto storico di Report, il programma d’inchiesta della Rai.
Nel fascicolo compare Valter Lavitola, al quale i magistrati contestano, in qualità di presunto mandante, il reato di strage in concorso, anche alla luce della perquisizione del 4 luglio 2026.
Secondo quanto riferito dall’ANSA, circa un mese prima dell’esplosione Lavitola avrebbe effettuato un sopralluogo nei pressi dell’abitazione del giornalista insieme a Gomes Clesio Tavares, indicato come intermediario con gli esecutori materiali.
Parallelamente all’aspetto penale, dagli atti emerge un intreccio di rapporti personali. Chat private e tabulati telefonici delineano un legame di “estrema confidenza” e una “frequentazione stretta e abituale”, ben oltre la consueta dinamica tra un cronista d’inchiesta e una fonte.
Le conversazioni pubblicate dal Corriere della Sera mostrano un contatto continuo, costellato di sfoghi e confidenze.












