La gip di Roma scagiona il conduttore di Report: «Ranucci depistato da Lavitola, non sapeva che fosse lui il mandante»

Ci sono parecchi elementi, secondo la procura di Roma, per ritenere che Valter Lavitola sia il mandante dell’attentato, con metodo mafioso, che il 16 ottobre 2025 ha colpito le due vetture familiari del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Ed è per questo che in mattinata la gip Iole Moricca sulla base della richiesta di piazzale Clodio e delle indagini del nucleo investigativo dei Carabinieri di Roma, affiancato al nucleo di Frascati, ha deciso di far arrestare l’ex direttore dell’Avanti.

Ma allo stesso tempo, la gip si dice convinta che nei confronti del giornalista investigativo della Rai, Lavitola abbia messo in atto un vero e proprio depistaggio, alimentando nel tempo tutte le piste alternative a quelle che portavano a se, a Clesio Gomes Tavares – il factotum in contatto con gli autori materiali dell’attentato – alimentando invece l’idea che ci fosse qualcuno di estremamente pericoloso e potente dietro l’aggressione. Con Ranucci stesso e con un giornalista del team di Report che più da presso aveva seguito la questione nel tempo ha alimentato piste diverse, persino una che conduceva ai servizi segreti israeliani. Tutte funzionali ad alimentare quel progetto politico, in cui Lavitola vedeva un ruolo per se stesso, e che il giornalista Rai avrebbe accolto con «curiosità», rispetto al idea che Lavitola mostrava essere sempre più concreta. Ma senza mai capire che l’attentato era collegato a questo progetto.