Mentre i carabinieri perquisivano la sua casa, il titolare del ristorante "Cefalù" scriveva al conduttore di Report: «Per me sei come un fratello»
Mentre i carabinieri perquisivano casa sua, Valter Lavitola avrebbe scritto un messaggio all’amico Sigfrido Ranucci. Lavitola, ex direttore dell’Avanti, è indagato come presunto mandante della bomba esplosa sotto casa del giornalista Rai. «I carabinieri sono venuti a fare una perquisizione… Sostanzialmente mi dicono che hanno elementi inconfutabili per i quali io sarei il mandante del tuo attentato e che non sarebbe stato fatto per farti realmente del male, sostanzialmente lo avrei fatto per aiutarti», avrebbe scritto Lavitola a Ranucci, secondo quanto rivelato dal giornale Domani.
Il ristorante di Lavitola
All’indomani della svolta giudiziaria che ha portato gli inquirenti a ritenere che Lavitola fosse il mandante della bomba esplosa sotto casa di Ranucci, i giornalisti Enrica Riera e Nello Trocchia sono andati al ristorante “Cefalù”, nel cuore di Monteverde, di cui è titolare proprio l’ex direttore de L’Avanti. Al momento della loro visita, Lavitola non era in sede. E quando i due cronisti del Domani lo raggiungono telefonicamente, lui dice che non si presenterà nel suo locale.











