Il faccendiere ex direttore dell'Avanti è accusato di strage per l'attentato al conduttore di Report
Ha chiesto di essere ascoltato dai pm di Roma, Valter Lavitola il faccendiere riconvertito a ristoratore e ora indagato per strage aggravata dal metodo mafioso per essere il mandante dell’attentato che lo scorso 16 ottobre ha preso di mira il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, distruggendo con una carica esplosiva la sua automobile parcheggiata di fronte all’abitazione di Campo Ascolano, sul litorale romano.
Le dichiarazioni del giornalista e il ruolo del faccendiere
Ranucci dopo la perquisizione di due giorni fa ha detto (e ribadito anche sui giornali di oggi) di essere in ottimi rapporti proprio con Lavitola, che frequentava abitualmente oltre ad essere abituale cliente del suo ristorante, Cefalù di zona Monteverde.
Entrando a piazzale Clodio Lavitola appariva realmente emozionato, quasi tremante, sebbene appunto avesse chiesto di essere ascoltato, (non è chiaro se per limitarsi a dichiarazioni spontanee, dal pm Edoardo De Sanctis e dal procuratore capo Francesco Lo Voi. Prima di salire nella sala riunioni di piazzale Clodio ha chiesto di avere una bottiglia d’acqua ( sarcastica la battuta del militare che l’ha presa per lui: «Gliel’ho pagata io che non arrivo alla fine del mese…»).











