Ieri, mercoledì 8 luglio, i pm di piazzale Clodio hanno convocato Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell'attentato al conduttore di Report avvenuto il 16 ottobre scorso davanti alla sua villetta di Pomezia (Roma). Durante l’interrogatorio, l’imprenditore si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha fatto mettere a verbale una lunga dichiarazione spontanea con cui ha respinto le accuse e ha ribadito la sua estraneità alla luce "della fraterna amicizia" che da anni lo lega al giornalista
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Continuano le indagini sull’attentato a Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre scorso davanti alla villetta di Pomezia (Roma) dove il giornalista vive insieme alla famiglia. Ieri, mercoledì 8 luglio, i pm di piazzale Clodio hanno convocato Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell'attentato al conduttore di Report. Durante l’interrogatorio, l’imprenditore si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha fatto mettere a verbale una lunga dichiarazione spontanea con cui ha respinto le accuse e ha ribadito la sua estraneità alla luce "della fraterna amicizia" che da anni lo lega a Ranucci. Le parole dell'indagato dovranno ora essere valutate dagli inquirenti e non è escluso che in Procura possa essere convocato di nuovo il giornalista, come avvenuto dopo i quattro arrestati della scorsa settimana. "Qualora si accertasse l'effettivo coinvolgimento di Lavitola, il giornalista sarebbe una seconda volta vittima", ha detto l’avvocato di Ranucci.











