di
Ilaria Sacchettoni
Valter Lavitola, condannato per l’estorsione nei confronti di Silvio Berlusconi nel 2014, oggi titolare di un ristorante di pesce a Roma frequentato anche dal giornalista
«Sono sconvolto, con Lavitola siamo amici: Non ci posso credere». Sigfrido Ranucci commenta a caldo la svolta improvvisa nelle indagini dell'attentato contro di lui. Che non riguardano né la camorra, né gli albanesi. La pista più accreditata, riguardo al mandante , è anche la più inattesa. E conduce a Valter Lavitola, già condannato per l’estorsione nei confronti di Silvio Berlusconi (era il 2014), rinato come titolare di un ristorante di pesce non lontano da Trastevere.
L’ex direttore dell’Avanti è stato perquisito dai carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal pm Carlo Villani e dal collega Edoardo De Santis che oggi eredita gli approfondimenti. Secondo una prima — e ancora incompleta — lettura dei fatti c’era anche la sua auto tra quelle interessate al sopralluogo compiuto dagli attentatori sotto casa del giornalista. Con lui è indagata un’altra persona che avrebbe fatto da tramite con gli esecutori. A incaricarla sarebbe stato proprio Lavitola, che sarà interrogato domani.











