Domani, mercoledì 8 luglio, Valter Lavitola verrà interrogato dai pm in Procura a Roma

Sorpreso, stordito, senza parole. Così Sigfrido Ranucci dopo la notizia dell'indagine sull'imprenditore Valter Lavitola per l'attentato compiuto nel 2025 ai suoi danni.

La dichiarazione di Sigfrido Ranucci conduttore di Report

"Non nascondo un certo stordimento perché con Valter abbiamo un rapporto di amicizia e dal 2019, dopo che è stato oggetto di alcune nostre inchieste, è stata anche una fonte, ha un rapporto d'amicizia anche con moltissimi giornalisti anche più autorevoli di me, quindi non nascondo un certo stordimento", dichiara alla stampa commentando l'esito dell'indagine. E ritiene che laddove "dovessero emergere delle sue responsabilità, quell'attentato non era finalizzato a fare del male a me e alla mia famiglia. Di questo sono assolutamente certo. Mi affido ai magistrati Carlo Villani, Francesco Lo Voi e il nuovo sostituto che continuerà questa inchiesta, al nucleo dei carabinieri che hanno condotto questa inchiesta anche in poco tempo, con grande rigore anche etico, e vedremo quali sviluppi ci saranno".

Oscuro anche per Ranucci il movente dell'attentato: "Non lo so. Da una parte mi vengono i brividi e dall'altra mi viene da ridere. Io ho sempre detto dall'inizio che era un messaggio mandato a qualcuno attraverso me. Il movente non c'è scritto nell'atto di perquisizione, c'è scritto che si indaga per capirlo". Ranucci poi si sofferma, demolendola, su una delle teorie (tante) circolate dopo l'attentato nei suoi confronti: "Qualcuno mi ha detto che l'attentato era per fare un favore a me, a mia insaputa. Ma che favore? Di cosa stiamo parlando? Mi sono dovuto comprare le macchine da solo, quarantamila euro. Ho l'esercito davanti casa. E non è che avessi bisogno di visibilità in quel momento, anzi, forse anche un po' meno, visti gli attacchi. Non so che dire", conclude costernato il conduttore di Report che a novembre era anche andato in audizione antimafia e che sui rapporti con Lavitola sottolinea: "Ha avuto sempre rapporti con i giornalisti, non dimentichiamocelo, è stato prima di tutto il direttore dell'Avanti e ha mantenuto rapporti con me e giornalisti anche molto più autorevoli di me, quindi vediamo dove porteranno queste indagini".