Per il giudice delle indagini preliminari "lo scopo era quello di favorire l'ascesa politica" del giornalista e "assicurarsi per sé un ruolo di primo piano nel nuovo scenario", ma "non ci sarebbero elementi" per ritenere che ci fosse un accordo tra i due
L'attentato dell'ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci è stato commissionato “da Lavitola esclusivamente per accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti” dell’indagato “in ambito politico”. E' quanto emerge dalle carte dell'ordinanza del gip di Roma Iole Moricca. “Se infatti lo scopo era quello di favorire l'ascesa politica del giornalista Ranucci ed evidentemente assicurarsi per sé un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico ipotizzato - si legge nell’ordinanza disposta in seguito all’inchiesta della procura di Roma con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo - è indubbio che nella ideazione dell'indagato Lavitola, agli occhi della vittima e dell'opinione pubblica l'evento delittuoso doveva apparire come un atto intimidatorio o ritorsivo, comunque un avvertimento rivolto al giornalista Ranucci per intimorirlo rispetto alla prosecuzione delle sue inchieste, ma mai per porre in effettivo pericolo l'incolumità del giornalista”.













