Da un lato la preoccupazione per la sicurezza di Sigfrido Ranucci, fino a sollecitare un rafforzamento della scorta. Dall’altro il progetto di convincere il conduttore di Report a candidarsi alle elezioni politiche. Sono alcuni dei particolari che emergono dall’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Valter Lavitola, arrestato nell’inchiesta sull’attentato al giornalista avvenuto nell’ottobre dello scorso anno e ritenuto dagli inquirenti il mandante dell’azione.Secondo quanto ricostruito nel provvedimento, a un mese dall’attentato Lavitola avrebbe manifestato un forte interesse per il rafforzamento delle misure di protezione di Ranucci, mostrando preoccupazione per la mancata assegnazione di una seconda auto di scorta.«Ti prego, se non ti danno la seconda macchina, dammi il via libera per fare tutto il casino che mi viene in mente», gli avrebbe scritto. In un altro messaggio insisteva sulla necessità di una vera e propria «struttura di protezione fisica», con una staffetta di uomini incaricata di precedere l’arrivo del giornalista nei diversi luoghi frequentati e di creare attorno a lui un dispositivo di sicurezza. Per Lavitola, sempre secondo i messaggi riportati nell’ordinanza, il principale pericolo per Ranucci sarebbe stato rappresentato dagli «odiatori».Il progetto di portare Ranucci in politica
Attentato a Ranucci, i messaggi di Lavitola: dalla scorta alla candidatura politica. Domani l’interrogatorio
Nell’ordinanza emergono le conversazioni con il giornalista: l’imprenditore, accusato di essere il mandante dell’attentato











