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La depurazione è al centro di un cambio di paradigma radicale. Se fino a qualche giorno fa le prospettive del servizio, pure fondamentale, parevano essere avvolte dalla nebbia, l’approvazione del documento d’indirizzo alla progettazione da parte del subcommissario Antonino Daffinà cambiano radicalmente la lettura dei fatti. All’investimento da quasi 150 milioni di euro indicato nel documento - per realizzare i due poli a Germaneto-Corace e nella parte non urbanizzata del Castace - si arriva infatti grazie a un lavoro sinergico tra amministrazione Fiorita e Regione che ha trovato poi pieno accoglimento da parte del commissario.
È in particolare con l’ingresso in Giunta dell’assessore ai Lavori pubblici Pasquale Squillace che il fascicolo sul nuovo depuratore viene tirato fuori dai cassetti. E quell’idea progettuale ancora legata a un impianto unico finisce al centro di una serie di valutazioni e riconsiderazioni da parte dello stesso Squillace e degli uffici comunali che, alla fine, vengono portate al tavolo del titolare dell’Ambiente della Cittadella, l’assessore Antonio Montuoro. Qui gli spunti offerti vengono ritenuti molto validi, al punto da far aprire una linea diretta con l’ufficio del commissario a Roma, arrivando così al progetto di fattibilità tecnica delle alternative progettuali e, infine, al documento d’indirizzo.









