Occhiali da sole uno sull'altro, vetri da saldatore, smartphone e filtri: non tutto ciò che attenua la luce protegge davvero gli occhi. Ecco come l’eclissi può danneggiare la retina e quali sono le precauzioni indicate dagli esperti per osservarla in sicurezza

Il 12 agosto basterà alzare gli occhi al cielo per capire che sta succedendo qualcosa di insolito. In molti aspetteranno il tardo pomeriggio con lo sguardo rivolto verso il Sole, pronti a vederlo trasformarsi lentamente in una falce sottile mentre la Luna gli scivolerà davanti. È l’eclissi solare che attraverserà l’Europa e che dall’Italia sarà visibile in forma parziale. Nelle zone più fortunate del Nord e della Sardegna la Luna arriverà a nascondere oltre il 90% del disco solare. Un appuntamento raro: sarà l’eclissi più profonda osservabile dal nostro Paese dall’11 agosto 1999. Occhi all’insù, dunque. Ma mentre il cielo offrirà qualcosa di raro da guardare, saranno proprio i nostri occhi la parte più vulnerabile dello spettacolo. Dietro un gesto apparentemente innocuo si nasconde un rischio che potremmo non avvertire mentre lo stiamo correndo.

Perché è importante non improvvisare

Nell’entusiasmo del momento sarà facile improvvisare: un paio di occhiali da sole molto scuri, magari passati anche ai bambini, un vecchio vetro da saldatore, una pellicola fotografica, una radiografia. O semplicemente un’occhiata a occhio nudo, giusto per qualche secondo. E l’eclissi stessa potrebbe trarci in inganno: mentre la Luna ne nasconderà una porzione sempre maggiore, il Sole sembrerà meno abbagliante e quindi, solo in apparenza, meno pericoloso. Ma che cosa può accadere ai nostri occhi in quei pochi secondi? E quali danni rischiamo osservando un’eclissi senza la protezione adeguata?