Mercoledì 12 agosto 2026 tutti con lo sguardo rivolto al cielo, anche in Italia. Sarà la notte in cui, secondo gli esperti, le Perseidi saranno più visibili, dunque si potranno ammirare le stelle cadenti. Ma in concomitanza si può assistere anche allo spettacolo dell’eclissi solare parziale. Un fenomeno meno frequente rispetto a quello offerto tradizionalmente a ridosso della notte di San Lorenzo, ma che richiede più precauzioni. Come ripetono gli oculisti, infatti, l’unico modo sicuro per osservare l’eclissi di sole parziale è utilizzando occhiali specifici.

Non bastano quelli da sole, né filtri improvvisati. Come specifica il ministero della Salute, la raccomandazione – rilanciata anche dalla Fondazione Bietti Irccs di Roma, unico istituto di ricovero e cura a carattere scientifico in Italia dedicato esclusivamente all’oftalmologia – è di ricorrere a dispositivi certificati ISO 12312-2, che devono essere indossati prima di alzare lo sguardo e mantenuti per tutta la durata dell’osservazione.“Durante un’eclissi, anche se la frapposizione della Luna tra Sole e Terra crea un cono di ombra su quest’ultima, la potenza dei raggi solari non diminuisce – spiega la direttrice scientifica dell’Irccs Bietti, Monica Varano – Esporre gli occhi al Sole senza un’adeguata protezione durante un’eclissi solare può causare ‘cecità da eclissi’ o ustioni retiniche, note anche come retinopatia solare, o maculopatia fototraumatica. Il danno può essere temporaneo o permanente e non provoca dolore. Per cui possono trascorrere da poche ore a qualche giorno dopo l’osservazione dell’eclissi solare per rendersene conto”.L’intervista al Prof. Luigi Marino, medico Chirurgo specialista in Oftalmologia, dell’Associazione Italiana medici oculisti. Tutto è pronto per l’eclissi di sole parziale. Ma occorrono dispositivi appositi. È così?“È importante sfatare uno dei luoghi comuni più diffusi: gli occhiali da sole, anche quelli con lenti molto scure, non sono in grado di proteggere la retina durante l’osservazione del Sole. Per osservare l’eclissi in sicurezza devono essere utilizzati esclusivamente occhiali certificati conformi alla norma internazionale ISO 12312-2, progettati specificamente per l’osservazione diretta del Sole. Gli occhialini devono essere integri, privi di graffi o danneggiamenti e indossati per tutta la durata dell’osservazione”.In mancanza di occhiali speciali, si può optare per occhiali di sole, vetri affumicati, pellicole radiografiche o altri filtri “casalinghi”?“Non devono assolutamente essere utilizzati occhiali da sole, pellicole fotografiche o radiografiche, vetri affumicati, ma neppure altri strumenti fai-da-te come CD, DVD o altri supporti improvvisati, filtri artigianali; occhiali da saldatore non certificati per l’osservazione solare, né binocoli, telescopi o fotocamere privi di filtri solari certificati montati anteriormente all’obiettivo. Questi sistemi possono dare una falsa sensazione di sicurezza senza bloccare le radiazioni dannose”.Che rischi si corrono?“Osservare direttamente il Sole senza un’adeguata protezione può provocare danni permanenti alla retina, anche dopo un’esposizione di pochi secondi. La luce solare, infatti, appare meno intensa e questo induce molte persone ad abbassare la guardia. In realtà, anche se il Sole è parzialmente coperto dalla Luna, la radiazione luminosa ed energetica che raggiunge l’occhio rimane sufficiente a provocare una retinopatia solare, una lesione della parte centrale della retina, la macula, responsabile della visione distinta e dei dettagli. Il danno è dovuto all’energia luminosa concentrata sulla retina e può interessare in modo irreversibile i fotorecettori e l’epitelio pigmentato retinico”.Il problema è che non fa male. Ma ci sono alcuni campanelli d’allarme legati al rischio della cosiddetta ‘cecità da eclissi’ o ustione retinica?“I sintomi possono comparire alcune ore dopo oppure nei giorni successivi e comprendono riduzione della vista, visione offuscata, comparsa di una macchia scura centrale, deformazione delle immagini (metamorfopsie), difficoltà nella lettura, alterazione della percezione dei colori. In alcuni casi il recupero è parziale, mentre in altri il deficit visivo può persistere in modo permanente”.Quali sono i soggetti più a rischio? “I bambini e gli adolescenti rappresentano una categoria particolarmente delicata. La loro naturale curiosità può portarli a osservare il Sole direttamente, senza percepire alcun rischio. È quindi indispensabile che l’osservazione avvenga sempre sotto la costante supervisione di un adulto e utilizzando esclusivamente dispositivi certificati”.Quando bisogna rivolgersi all’oculista?“Chiunque, dopo avere osservato l’eclissi, noti anche un lieve peggioramento della vista, una macchia centrale, immagini distorte o qualsiasi altra alterazione visiva dovrebbe sottoporsi tempestivamente a una visita oculistica. Una diagnosi precoce consente di documentare il danno mediante esami come la tomografia a coerenza ottica (OCT) e di impostare il corretto percorso di follow-up, anche se purtroppo non esiste una terapia in grado di riparare completamente il tessuto retinico lesionato”.Quindi l’invito è alla prudenza?“Sì, ammiriamo lo spettacolo… in sicurezza. L’eclissi solare del 12 agosto rappresenta un evento straordinario che merita di essere vissuto con entusiasmo, ma anche con responsabilità. La vista è un patrimonio prezioso e insostituibile. Bastano pochi secondi di imprudenza per compromettere in modo permanente la funzione della retina. Godiamoci questo magnifico spettacolo della natura, ricordando che la migliore protezione per i nostri occhi è la prevenzione”.