Lo storico Alfonso Mañas sostiene che il cavallo di Troia fosse una nave fenicia. La tesi è recente, ma il dubbio è antico quanto Plinio e Pausania.
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L’intervista radiofonicaPlinio e Pausania il dubbio è di famigliaLe “cavalle del mare” di OmeroIl salto di Mañas da Tiboni a EuforioneCosa resta, tolto il rumoreUna piccola verifica empirica
Il cavallo di Troia era davvero un cavallo? La famigerata trappola orchestrata dagli Achei per varcare i cancelli di Ilio consisteva proprio in un cavallo in legno dalle gigantesche dimensioni, con una “pancia” vuota piena di soldati pronti a colpire? La questione è dibattuta da millenni, ben prima che lo storico Alfonso Mañas ne parlasse in un programma radiofonico spagnolo. L’idea che il cavallo di Troia potesse esser ben altro che un cavallo, infatti, circolava già nell’antica Roma: Plinio il Vecchio, nel Naturalis Historia, passa in rassegna gli inventori di ogni macchina da guerra conosciuta e tra gli ordigni d’assedio inserisce, senza cerimonie, il cavallo, oggi chiamato ariete, opera di Epeo a Troia. Nessuna leggenda, men che meno un ventre di legno che nasconde dei guerrieri, solo un attrezzo militare con un nome poco fortunato. Il passo lo possiamo facilmente trovare sul sito Attalus, al paragrafo 202 del libro VII.








