Tra navi autonome, antidoti e cieli osservati, l’Odissea conserva tracce concrete del sapere greco antico tra mito e realtà

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Indice

Le navi dei Feaci conoscono la destinazioneL’occhio di Polifemo finisce in una bottega di fabbroIl relitto che conferma le rotte della tarda Età del bronzoIl moli potrebbe custodire il ricordo di un vero antidotoIl mare color vino e il sole che scompareUlisse torna a casa, ma il viaggio gli rimane addosso

La nave salpa senza timoniere. Non ha barra, non chiede indicazioni e conosce già città, campi e intenzioni degli uomini che trasporta. È una nave dei Feaci descritta nel libro VIII dell’Odissea e, letta oggi, somiglia parecchio a un’imbarcazione autonoma guidata dall’intelligenza artificiale. Omero, però, non stava depositando un brevetto.