Nella Grecia antichissima si sparge la voce che Omero, dopo il successo dell’Iliade, ha messo mano a un nuovo, grandioso poema. Lo vanno a intervistare. «Sì, effettivamente è un progetto che mi sta molto a cuore, ci pensavo da tempo, ho già buttato giù un primo abbozzo».
Il soggetto?
Be’, sono sempre stato affascinato dai vecchi miti di avventure marinare, di viaggi fantastici, fin da quando me ne parlava mio nonno nelle sere d’inverno.
Quindi un poema d’azione, di peripezie?
Altroché. Pieno di sorprese, colpi di scena, trovate spettacolari.














