Roma, 14 giugno 2026 – Ci sono capolavori che sfidano i secoli, anzi i millenni. Come l’Iliade, il celeberrimo poema omerico che abbiamo scoperto a scuola. E che ha ancora tanto da dire. Ne è convinto Francesco Morosi, grecista dell’Università di Udine che in A tu per tu con l’Iliade, edito da Laterza (256 pp., 19 euro), ci invita a guardare oltre “il poema della forza” per riscoprire quello “della debolezza”. E così, al centro della scena non c’è solo la forza bruta ma la fragilità di eroi in balìa di forze ingovernabili. Come Elena, sospesa tra eros e rimorso; o Ettore, il difensore che segna la fine della sua città. E infine Achille, l’eroe spezzato dal lutto. “L’Iliade non è solo un racconto di guerra – spiega Morosi – ma una toccante meditazione sulla vulnerabilità umana capace di emozionare a tre millenni di distanza”.
Professor Morosi, è per questo che ancora oggi ci si appassiona all’Iliade?
“Ciò che rende quest’opera immortale è l’umanità profonda che la caratterizza. E che va ben oltre i parametri del tempo e le questioni scolastiche come il codice eroico o la questione omerica. Nell’Iliade ci sono personaggi che provano emozioni e sentimenti di una profondità sconvolgente. Più ancora della poesia sublime, è questa scintilla di umanità che cattura il cuore del lettore moderno. L’Iliade sa ancora provocare emozioni fortissime”.












