TREVISO - Sono sei i casi finiti sotto la lente d'ingrandimento dei detective ingaggiati, nel 2025, dall'allora direttore generale dell'Usl 2 Francesco Benazzi per fare luce su diverse segnalazioni in cui si parlava di dipendenti che violavano pesantemente gli obblighi contrattuali facendo altro durante l'oraio di lavoro. Segnalazioni non generiche, ma specifiche, mirate. Sulla scrivania di Benazzi sono arrivati nomi e cognomi di professionisti, 4 medici e due infermieri. I detective dovevano accertare se i dipendenti utilizzavano le strutture pubbliche per la loro attività professionale privata violando gli accordi che regolano questa possibilità o se in orario di lavoro si trovavano invece da altri parti, anche in viaggio, ma non certo dove dovevano essere. Per cinque di loro gli investigatori hanno trovato riscontri e prove delle violazioni: sospetti quindi fondati. E due fascicoli sono stati portati in Procura per valutare i risvolti penali della loro condotta. Per tre dipendenti invece i vertici dell'Usl si sarebbero limitati a richiami e provvedimenti disciplinari. Uno solo dei sei alla fine è risultato completamente estraneo a ogni accusa e la sua pratica è stata così archiviata. Su tutta questa vicenda la Regione ha deciso di vederci chiaro spedendo a Treviso gli ispettori per esaminare tutte le carte disponibili e ricostruire quanto accaduto.