TREVISO La gita con l'amante durante l'orario di lavoro. Da una parte il cartellino timbrato, dall'altra l'assenza non giustificata, motivata solo dalla necessità di avere una scusa per la "scappatella". A due dei sei dipendenti Usl (tra cui un primario) finiti nella rete degli investigatori privati ingaggiati dai vertici dell'Usl nel 2025 è stato contestato anche questo.

È tutto contenuto nella relazione finale consegnata all'allora direttore generale Francesco Benazzi e ora custodita gelosamente dal responsabile dell'ufficio personale. Le indagini non sono state casuali, fatte a campione su tutto il personale come una sorta di Grande Fratello occulto. Ma mirate, su persone specifiche finite nel mirino della dirigenza per denunce interne, segnalazioni che parlavano di un uso improprio della struttura pubblica e che andavano approfondite.

E alcune di queste "soffiate" parlavano di camici bianchi che, durante l'orario di lavoro, si assentavano senza alcun motivo. I detective si sono messi sulle loro tracce e hanno scoperto un po' di tutto. In due casi le verifiche hanno fatto emergere delle "scappatelle" d'amore. Accertati i fatti, i dipendenti non sono stati ovviamente ripresi con dei provvedimenti disciplinari per le loro relazioni, ma per non aver rispettato quanto previsto dal contratto.