L'inizio della settimana di Ferragosto si fa sentire sui volumi azionari di Piazza Affari.

Non necessariamente un aspetto negativo, considerando che le dinamiche del mercato del petrolio di ieri avrebbero potuto condurre a ben altri esiti sull'azionario.

Protagonista di giornata è stato infatti il petrolio, con il Brent tornato sopra 85 dollari al barile (+3,5%) e il Wti oltre quota 80 dollari.Il copione è ormai noto: sul mercato ieri sono tornati forti dubbi sul raggiungimento di un accordo tra Washington e Teheran sullo Stretto di Hormuz.

Già domenica il presidente Donald Trump aveva dichiarato ad Axios che gli Stati Uniti stanno «solo negoziando in modo parziale» con l'Iran, dopo aver insistito la settimana scorsa sul fatto che Washington e Teheran stessero effettivamente tenendo dei colloqui.Trump ha indicato che si affiderà al blocco navale statunitense per fare pressione su Teheran, piuttosto che a una nuova ondata di attacchi aerei. «Stiamo semplicemente osservando l'Iran con la sua enorme inflazione e il fatto che non abbiano soldi», ha evidenziato l'inquilino della Casa Bianca.Dal canto suo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei ha fatto presente che gli Stati Uniti devono revocare il blocco prima che Teheran accetti di riaprire completamente Hormuz. «Finché continuerà il blocco navale statunitense non sussisteranno le condizioni necessarie per la riapertura dello stretto», ha specificato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Tasnim.La risposta degli indici di borsa è stata sotto controllo, con il Ftse Mib che ha lasciato per strada lo 0,1% chiudendo a 53.663 punti.