Centinaia di persone sono state convinte da dei truffatori, che impersonavano Crédit Agricole, a rivelare le loro credenziali bancarie portando a furti e frodi
In meno di una settimana, 912 persone sono state convinte da dei truffatori che si fingevano impiegati di Crédit Agricole, a rivelare i loro dati bancari. A ingannarle è stata una campagna di phishing che ha usato credenziali rubate per far apparire come legittime le email truffa. La ricostruzione degli investigatori ha trovato nel dark web anche un sistema di incentivi legato a una classifica: più denaro il malintenzionato riusciva a sottrarre, più in alto si posizionava in classifica con premi in denaro in palio per i più efficienti. Il livello di coordinazione dimostrato dai criminali indica che l’operazione è stata pianificata a lungo ed eseguita meticolosamente, ma anche un gruppo di hacker e truffatori di questo livello lascia delle tracce.
Cosa ha reso possibile la truffa di Crédit Agricole
Crédit Agricole è una delle organizzazioni finanziarie più grandi d’Europa e conta su un organico di oltre 160.000 dipendenti. Per impersonare i suoi funzionari nel modo più realistico possibile, e individuare i bersagli giusti da colpire, i criminali informatici hanno ottenuto accesso a uno dei sistemi con cui la banca manda grossi volumi di email come gli estratti conti o i link per resettare le password. Questa mossa è indispensabile per ingannare la vittima visto che uno dei principali indicatori di una truffa in corso è un indirizzo email sospetto che si appoggia a server in territori lontani. Le email aziendali e private hanno meccanismi di protezioni e filtri, come quelli per lo spam, quindi mettersi in contatto da un indirizzo e un server fidati fa abbassare la guardia alle vittime. Le credenziali, probabilmente acquistate sul dark web e frutto di attacchi precedenti di altri criminali, hanno permesso agli hacker di poter mandare una media di 7000 email truffa al giorno, tutte dall’apparenza e dalla firma informatica credibile.









