Vittima di una truffa con la tecnica del “vishing” - ovvero l’inganno telefonico basato su finti avvisi bancari per impossessarsi di dati sensibili - un cittadino di Galatina si ritrova il conto svuotato di oltre 13.000 euro. Ma dopo la denuncia, la polizia di stato individua e denuncia i presunti truffatori: sono tre uomini, rispettivamente di 54, 39 e 22 anni e due donne, di 25 e 22 anni, già noti per reati analoghi. I fatti si collocano a febbraio 2025, quando un uomo si è presentato negli uffici del Commissariato di polizia di Galatina per chiedere aiuto raccontando che qualcuno è riuscito a penetrare nel sistema informatico collegato al suo conto corrente, prosciugandolo quasi del tutto.
La truffa corre sul telefono: i messaggi (finti) dall’Asl Bari o per investire in criptovalute. “Nella migliore delle ipotesi esauriscono il credito telefonico, nella peggiore il conto in banca”
Chiara Spagnolo
28 Agosto 2024
Gli agenti hanno avviato le indagini - durate un anno - intuendo da subito di trovarsi davanti all’ennesimo caso di “vishing”. Il raggiro, infatti, è partito da un sms ricevuto dalla vittima, apparentemente inviato dalla propria banca. Nel messaggio si segnalava un presunto bonifico in uscita e, qualora non fosse stato il cliente ad autorizzarlo, veniva invitato a contattare urgentemente un numero telefonico indicato. Il cittadino salentino, non avendo effettuato alcuna operazione, ha chiamato il numero riportato nel messaggio. Da quel momento i truffatori sono entrati in scena presentandosi come interlocutori credibili, con toni allarmanti e utilizzando un linguaggio tecnico. Sono così riusciti a farsi fornire dati sensibili e a ottenere l’autorizzazione per alcune operazioni.






