Alla ricerca di una banca
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Le truffe telefoniche colpiscono anche i giovani: è successo a un 25enne faentino (repertorio)
L’idea che le truffe informatiche e telefoniche colpiscano esclusivamente le persone anziane o poco pratiche di tecnologia si scontra con la realtà dei fatti e con l’evoluzione di tecniche sempre più sofisticate. L’ampia diffusione dei conti correnti online e degli strumenti di pagamento gestibili da smartphone ha aperto nuovi spazi d’azione per i malintenzionati, capaci di sfruttare i meccanismi delle applicazioni e la fiducia degli utenti. A farne le spese, nel pomeriggio di lunedì, è stato un venticinquenne faentino, al quale sono stati sottratti oltre 8.500 euro dal proprio conto corrente Revolut.
La vicenda si è svolta dal primo pomeriggio, quando il giovane ha ricevuto una chiamata da un prefisso lituano. L’interlocutore, che si è presentato come un addetto all’assistenza dell’istituto di credito lo avvisava di alcuni presunti tentativi di prelievo non autorizzati sulla sua carta virtuale. Per evitare le transazioni illecite, il finto operatore ha spiegato che era necessario confermare alcune opzioni direttamente all’interno dell’applicazione ufficiale di Revolut. Durante la telefonata, durata circa tre ore, sul telefono della vittima sono giunte le notifiche effettive dell’app. Una prima operazione da 70 euro è apparsa bloccata dal sedicente operatore, dettaglio che ha spinto il venticinquenne a fidarsi delle indicazioni ricevute. Subito dopo si è registrato un ulteriore tentativo di addebito da 3.939 euro a favore di un conto esterno. Nonostante il giovane avesse seguito le istruzioni per annullare il passaggio, la somma è stata trasferita.






