Di: Telegiornale - Gregorio Schira / Spi “Invertire la rotta ormai non è più possibile. La situazione raggiunta rimarrà così probabilmente per i prossimi secoli. Però...”. C’è un “però” che il climatologo Luca Mercalli suggerisce caldamente di perseguire contro il cambiamento climatico di cui l’estate rovente in corso è la dimostrazione plastica. “È possibile senz’altro diminuire il rischio di peggiorare le cose. Questa è ancora una finestra aperta così dicono anche le Nazioni Unite”, sottolinea l’esperto intervistato dal Telegiornale. “Ma questa finestra si sta rapidamente chiudendo. Significa che o si decide, tutti insieme nel mondo, di ridurre il carico di emissioni che alterano il clima entro tempi molto brevi, oppure entriamo in una fascia sempre più pericolosa”. Gli obiettivi che si pongono le conferenze per il clima sono spesso disattesi: sono forse utopici, non sarebbe meglio fissare mete meno ambiziose, ma poi raggiungerle? “Purtroppo non è così che funziona la storia”, risponde secco Mercalli. “È come avere una malattia, il medico non fissa obiettivi alti, ma quelli corretti se si vuole guarire. È l’unica terapia attuabile. Non ci sono mezze misure. Quindi non è che fossero sbagliati gli obiettivi che ci si era posti. È che non si è fatto quasi nulla per raggiungerli negli ultimi trent’anni”.Agire tutti assieme, diceva il climatologo. Ma cosa possono fare i singoli cittadini? “Teniamo presente che ogni cittadino ha un suo carico di emissioni di CO2 che deve portare a zero entro il 2050. Gli europei non sono i peggiori al mondo, visto che ci troviamo più o meno a metà strada tra i Paesi poverissimi, che emettono circa 100-200 chili di CO2 per persona all’anno, e i Paesi ricchissimi o spreconi, come per esempio gli Stati Uniti, che arrivano a oltre 15 tonnellate annue pro capite. In Europa e in Svizzera siamo attorno alle 6-8 tonnellate per persona”. Però da questo livello, continua Mercalli, “si può scendere ancora e questo si può fare con delle scelte tecnologiche”. “Le tecnologie per le energie rinnovabili oggi funzionano, ma bisogna semplicemente fare più in fretta per metterle in atto”, prosegue. Oppure, ed è il secondo campo d’azione suggerito, “con delle scelte più etiche”. “Ovvero - conclude Mercalli - farsi una domanda su ciò che è veramente necessario e su ciò che è superfluo. Da lì ognuno può fare una propria scelta per diminuire il carico di emissioni inutili”.
Clima: “La finestra per agire si sta chiudendo” - RSI
Mercalli avverte: la finestra per ridurre le emissioni si sta chiudendo. Scopri cosa possono fare cittadini e governi contro il cambiamento climatico.









