A chi ci legge nel 2050, vogliamo dire che la crisi climatica non è stata solo di tipo ambientale, sociale, politico ed economico. Ma una crisi di comunicazione: per una serie di motivi, quello che è stato accertato da decenni come un fenomeno prodotto dall’attività dell’uomo, non riesce a trovare spazio adeguato nell’opinione pubblica.

Come in una profezia di Cassandra, la scienza mondiale ci ha avvertito sugli impatti e le conseguenze del cambiamento climatico ma – seppure cominciamo a vederle e viverle sulla nostra pelle (es. le ondate di calore, gli incendi, la siccità, le alluvioni) – sono ancora troppo poche le politiche in atto per cambiare rotta. Anzi, in molti casi, le campagne di disinformazione negazioniste, diffuse dalle multinazionali delle fonti fossili e del tech, sono spesso riprese dai leader politici che invertono la marcia rispetto alla decarbonizzazione.

Per la prima volta in Italia, i futuri rischi climatici, gli scenari e le soluzioni sono stati raccolti e presentati in un rapporto da un gruppo di ricercatori di diverse università.

Il documento, abbastanza ignorato dai media mainstream nazionali, offre un’analisi sistematica del rischio climatico in Italia per imprese e istituzioni, attraverso proiezioni fisiche ad alta risoluzione, modelli macroeconomici e analisi di sostenibilità del debito. Vengono per la prima volta quantificati gli impatti macroeconomici e finanziari del cambiamento climatico e le possibili strategie di intervento per mitigare e adattarsi.