La crisi climatica è una realtà planetaria. Sta modificando la vita sulla Terra. Anche l’estate 2025 è entrata negli annali: il mese di giugno è stato il più caldo di sempre in Italia. Non solo, l’intensificazione di fenomeni meteorologici estremi, le ripetute alluvioni, siccità e incendi, colpiscono la nostra vita in termini di sicurezza, salute pubblica e stabilità economica. Questi cambiamenti non riguardano solo la natura, ma coinvolgono profondamente la società nel suo insieme, ponendo sfide complesse che necessitano di soluzioni innovative, integrate e collaborative. È un processo che non impatta solamente il presente, ma anche il futuro e le generazioni che verranno, rendendo imprescindibile una visione a lungo termine.
Per affrontare l’emergenza climatica bisogna anche innovare il modo di produrre beni, costruire edifici, spostarsi, riciclare i rifiuti, e gli esempi potrebbero continuare a lungo. Se ne occupa il cosiddetto climate tech: innovatori, scienziati, startup, imprenditori visionari – coloro che trasformano idee rivoluzionarie in soluzioni concrete per la transizione climatica.
Sono i protagonisti del settore focalizzato sulla lotta al cambiamento climatico attraverso le nuove tecnologie [che rientra nell’ambito del cleantech, ndr]. Tra le innovazioni del comparto rientrano i sistemi di cattura del carbonio, il monitoraggio climatico, infrastrutture resilienti e lo stoccaggio avanzato di energia rinnovabile. In altre parole, tecnologie progettate per avere un impatto diretto sul clima.






